On Stage

Mario Biondi Live al Gran Teatro Roma

Mario Biondi parte dal Gran Teatro di Roma con la sua tournée insieme alla Big Orchestra, una formazione di quaranta elementi, con cui festeggerà il suo compleanno in modo davvero originale: Mario Biondi, che ha compiuto quarant’anni il 28 gennaio scorso, sta per partire con una serie di concerti in cui proporrà i suoi principali successi in una nuova veste jazz.

L’artista catanese, divenuto celebre grazie all’inconfondibile timbro “black” della sua voce, in questo periodo è ambitissimo anche all’estero: nei prossimi mesi, infatti, oltre ad esibirsi in Italia, parteciperà a due prestigiosi festival internazionali come il Bratislava Jazz Festival – l’11 giugno – e il Montreux Jazz Festival – il 10 luglio.

Elisa Live @ GranTeatro 017/05/2011

Gianna Nannini Live @ Palalottomatica

Nek live @ Auditorium Parco della Musica

Earth Day 2011 Patti Smith

Earth Day 2011 Carmen Consoli

Giusy Ferreri live @ Auditorium

Deftones Live @ palatlantco, Roma 5 dicembre 2010

Nel 1995, i Deftones pubblicano “Adrenaline”, un compendio di suoni taglienti, rabbiosi, brontolanti. Il disco, oltre ad avere venduto solo negli Stati Uniti mezzo milione di copie, è stato l’ispirazione per la nascita dell’”Heavy Movement”, tutt’ora esistente. C’erano delle voci che questa fosse una band che non aveva niente a che fare con le tradizioni o trasgrediva gli standard musicali. Tra le tempestose esplosioni c’erano passaggi di una sorprendente quanto misteriosa calma e vulnerabilità. Chino sapeva che niente di ciò che dura è ovvio per questo non ha optato per la narrazione di una storia ma piuttosto ha cercato di nasconderla lasciando all’immaginazione altrui la possibilità di smascherare tutto liberamente. Così canta nell’album “7 Words”, “You and me are here alone, face flat along the edge of the glass”. Dopo due anni di pausa, i Deftones sono usciti con “Around The Fur”. Non meno forte del precedente, l’album era pura passione, saldamente evoluto verso nuove musicalità. I Deftones toccano entrambi gli estremi, cercando i limiti logici della chitarra mentre flirtano con uno stile musicale molto vicino al genere New Wave. Chino era più consapevole di se stesso e più capace di tradurre in parole quello che lo ossessionava o lo catturava. “There’s still blood in your hair and I’ve got the bruise of the year but there’s something about her long shady eyes” canta in “Mascara”. Le radio rock e quelle alternative trasmettevano “Be Quiet And Drive (Far Away)” e Mtv mandava in onda il video “My Own Summer (Shove It)” un clip raccapricciante che mostrava la band suonare e galleggiare in cabine mentre degli squali affamati giravano sotto. Continuando sulla strada intrapresa, in qualche modo hanno trovato la maniera di tagliare e ispirarsi alla versione fascinosa di “To Have And To Hold” dei Depeche Mode per un album che celebrava i progenitori del synth-pop. “Around The Fur” diventò disco d’oro e paghi del loro successo i Deftones tornarono a Sacramento e cominciarono il lavoro e le sperimentazioni che li avrebbero portati a realizzare “White Pony”. In questo periodo il sound neo-hardcore della band così strumentale all’inizio era diventato il pane della nazione. Varie sperimentazioni condussero alle formule già familiari, ma i Deftones sapevano che non avrebbero avuto bisogno di rivisitare il loro passato nella realizzazione di “White Pony”, ma solo un bisogno di soddisfare loro stessi. Co-prodotto dalla band e da Terry Date (che ha seguito anche i loro primi passi), “White Pony” è stato registrato a Sausalito, in California nei leggendari Plant Recording Studios e al Larrabee Sound di Hollywood. La lavorazione non è stata veloce, ma i risultati da un punto di vista musicale ed emozionale sono formidabili. Le sonorità e le qualità dei 5 elementi della band si amalgamano pur mantenendo una loro spiccata individualità. Maynard James Keenan ho co-scritto e cantato con Chino in “Passenger” un viaggio afrodisiaco di echi e scintillanti chiavi messe in evidenza da cori esplosivi. “White Pony” non ha niente a che fare con i cliches o i trend del momento, ma a che fare con 5 ragazzi che seguono il loro cuore e la loro mente e che li fa essere sia arrabbiati, sia seduttivi, sia intimoriti. I Deftones hanno una incommensurabile passione per la musica, per il piacere che si prova quando si suona la batteria a cui si affiancano momenti di quiete e tranquillità.
Se White Pony mostra quanto vulnerabile ed eclettica possa essere la loro musica, con Deftones (2003) hanno dato prova di avere la carica di un piccolo esercito molto arrabbiato. Il caustico album si è posizionato alla numero #2 delle classifiche degli album e sfoggia l’esplosivo “Minerva.” I Deftones hanno supportato il disco con il Summer Sanitarium tour che ha visto anche la presenza dei Metallica e dei Linkin Park. Con Saturday Night Wrist i Deftones combinano la brutalità di Deftones con la diversità di White Pony e aggiungono un nuovo elemento di maturità e di sperimentazione dal punto di vista del suono che si può cogliere nel cinematografico effetto di “u,u,d,d,l,r,l,r,a,b,select,start,” nello stream-of-consciousness al femminile di “Pink Cellphone,” oppure nel clamore caustico e nel maestoso splendore di “Rats! Rats! Rats!” Quel temporaneo stato di sfacelo dei dodici mesi precedenti sembra essere svanito nel nulla. I Deftones di oggi sono ancora più forti, brillanti ed eccitati, quale risultato della loro nuova esperienza. Saturday Night Wrist ne è il risultato . La band ha dominato la scena durante il Family Values tour con i Korn e gli Stone Sour, e ora programmano di trascorrere gran parte del 2007 on the road. “Tutto sta andando alla grande ora,” dichiara Cheng. “Ognuno di noi si è ripulito e fila dritto e gli shows sono stati incredibii. Non vedo nulla che ci possa ostacolare.” CHINO MORENO (voce e chitarra) ABE CUNNINGHAM (batteria) CHI CHENG (basso) FRANK MORENO (campionatori) STEPHEN CARPENTER (chitarre)


Lucio Dalla Francesco De Gregori 3 dicembre 2010

Dopo il “Banana Republic” un tour di Lucio Dalla eFrancesco De Gregori che nel 1979  ha riempito gli stadi di tutta Italia, i due cantautori italiani saranno di nuovo insieme in tour che li vedrà esibirsi a Milano e a Roma.

Francesco De Gregori è considerato il  Principe dei cantautori, il suo stile musicale, assomiglia a quello di Bob Dylan e Leonard Cohen, si è sempre ispirato alle sonorità rock, a quelle melodiche e alla musica popolare; nei suoi testi usa molto la metafora, creando continui riferimenti all’attualità e alla storia, proprio questo suo modo di esprimersi, lo ha reso uno dei cantautori più importanti dell’attuale scena musicale italiana, molti lo considerano un poeta. Anche Lucio Dalla, sul piano musicale è uno dei più affermati cantautori italiani, la sua carriera è contrassegnata da 50 anni di attività artistica di grande successo. Oltre ad essere un cantautore è anche  un musicista di formazione jazz, suona da clarinettista, da sassofonista e da tastierista.

Nina Live @ Auditorium 3 dicembre 2010

La grande Nina Hagen regina del Punk Tedesco dal vivo